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Le ulcere da pressione in medicina riabilitativa: possibilità di intervento preventivo e terapeutico

posted by Fondazione San Raffaele il 26 Aprile 2016
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Il 28 aprile il corso alla Fondazione San Raffaele di Ceglie Messapica

Le ulcere da pressione rappresentano una condizione molto frequente, ma potenzialmente prevenibile in popolazioni ad alto rischio, quale quella anziana e quella dei soggetti con compromissione dell'autonomia funzionale, che può andare dall'ipomobilità sino all'allettamento completo. Tali lesioni rappresentano una delle più gravi complicanze che possano colpire il paziente soprattutto in età avanzata tanto che la loro comparsa può rallentare il recupero funzionale e comportare complicanze cliniche gravi; inoltre la loro presenza è riconosciuta come fattore prognostico sfavorevole.

Negli USA si stima che le lesioni da decubito colpiscano circa 1,5-3 milioni di persone, nel 70% dei casi con età superiore ai 70 anni, comportando una spesa sanitaria annua di circa 5 miliardi di dollari. L’incidenza e la prevalenza crescenti delle ulcere cutanee da pressione sono dovute a diversi fattori: invecchiamento della popolazione, elevato numero di persone affette da malattie cronico-degenerative, aumento della sopravvivenza ad eventi acuti, che esitano in situazioni cliniche invalidanti.

La stima delle ulcere da pressione varia in relazione al setting assistenziale. In Italia si stimano, in ambito ospedaliero, prevalenze che oscillano dall’8,6% al 13% sino al 26,6%, in relazione allo stato di compromissione dei pazienti. Un altro studio, condotto in 15 RSA italiane, evidenzia una prevalenza complessiva di lesioni, pari al 6,9% con il 67% ad insorgenza durante il soggiorno in RSA e l’11% durante un ricovero temporaneo in ospedale.

La consapevolezza della prevalenza ed incidenza di tale problematica, ha reso necessaria una gestione globale del fenomeno che prevede politiche di prevenzione, diagnosi e cura sempre più efficaci ed appropriate, nonché lo sviluppo di Linee Guida nazionali che si prefiggono i seguenti obiettivi: migliorare la qualità di vita dei pazienti; fornire una guida per la prevenzione ed il trattamento delle ulcere cutanee da pressione, allo scopo di uniformare i comportamenti assistenziali e terapeutici; fornire una guida per la gestione dei pazienti, che costituisca uno strumento formativo/operativo, tale da accrescere la professionalità degli operatori e qualificare il servizio offerto; ottimizzare l’intervento sanitario; ottimizzare l’investimento delle risorse per la fornitura dei dispositivi medici e dei farmaci; diminuire l’incidenza delle ulcere cutanee da pressione.

Il Corso ECM (10 crediti formativi) che si terrà il 28 aprile alla Fondazione San Raffaele dalle ore 8.30 alle 18.40, spiega la Dr.ssa Crocifissa Maria Lanzilotti, Direttore Scientifico del Corso, «ha lo scopo di approfondire lo studio dei meccanismi eziopatogenetici delle ulcere da pressione - i fattori di rischio locali, generali ed ambientali - la valutazione dei fattori intrinseci ed estrinseci. Ricordiamo che tra i fattori predisponesti intrinseci sono da sottolineare le patologie neurologiche; la sindrome da malnutrizione, la sindrome da immobilizzazione che accompagna le patologie subacute e croniche».

«Obiettivo della giornata di studio», prosegue, «sarà anche l’approfondimento dei meccanismi di prevenzione con particolare riferimento alla prevenzione primaria e secondaria ed alla adozione di programmi rieducativi mirati. In questo ambito ha un ruolo fondamentale l’attuazione di protocolli di mobilizzazione che vanno individualizzati in base alla valutazione globale della persona. L’efficacia dei programmi di mobilizzazione dipende non solo dal fatto che si tratta di programmi personalizzati nel rispetto di una serie di indicazioni generali e specifiche per il singolo paziente, ma dipende anche dall’adozione di sistemi di supporto adeguati».

«Gli interventi in tema di ulcera da pressione», conclude la Dott.ssa Lanzilotti, «sono diventati, grazie alle innovazioni in ambito di medicamenti e tecnologie sempre più mirati e specifici. La caratteristica di questo incontro di studio è che parte integrante della trattazione sarà rappresentata dalle innovazioni per quanto riguarda i presidi antidecubito e la gestione degli effetti della postura seduta a lungo termine. La presentazione illustrerà quali sono i parametri essenziali per la valutazione e gli ausili basilari utili per la corretta postura, in particolare nella posizione seduta che rappresenta la condizione più a rischio per l’insorgenza delle lesioni da decubito».