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Lesioni cerebro-midollari, obiettivo: continuità terapeutica ed assistenziale

posted by Fondazione San Raffaele il 5 agosto 2015
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Il 25 settembre un convegno alla Fondazione San Raffaele

Verso un nuovo modello a rete integrata

Come curare un paziente che ha riportato una grave lesione cerebro – midollare? come prendersene cura nella fase che segue il trauma? Sia per il paziente che per il personale sanitario, il passaggio dalla fase acuta del trauma al trattamento riabilitativo rappresenta infatti un momento di particolare delicatezza che porta con sé una lunga scia di interrogativi e tematiche, di carattere non soltanto clinico ma anche assistenziale.
Di continuità terapeutica e assistenziale si parlerà nel corso del convegno del prossimo 25 settembre presso la Fondazione San Raffaele di Ceglie Messapica.

L’incontro, suddiviso in due sessioni, verrà introdotto dalla Dott.ssa Crocefissa Lanzilotti, Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Riabilitazione ad Alta Specialità della Fondazione San Raffaele, e da Gianfranco Megna, Professore di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Università degli Studi di Bari.
Ad aprire i lavori sarà la lettura magistrale del Prof. Massimo Fini, Direttore Scientifico dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, intitolata “I nuovi bisogni di salute nel paziente complesso”.

«Per ottimizzare il percorso riabilitativo socio-sanitario del soggetto con severe lesioni cerebro-midollari», spiega la Dott.ssa Lanzilotti, «è necessario adottare un approccio nuovo secondo il modello assistenziale a rete integrata che garantisca la continuità terapeutica ed assistenziale per il paziente, dalla fase di acuzie fino alla fase di riabilitazione intensiva e che richiede inoltre una necessaria integrazione tra le strutture ospedaliere ed extraospedaliere fino alla presa in carico territoriale. Tutto ciò implica la necessità di una conoscenza di tipo interdisciplinare e richiede un dialogo costante tra i vari operatori del settore».
«Il processo riabilitativo riguardante le gravi lesioni cerebro-midollari», continua la Dott.ssa Lanzilotti, «verrà analizzato facendo riferimento non solo alle criticità dei percorsi ma anche da un punto di vista cronologico, contemplandone i tre stadi che lo caratterizzano: quello della fase acuta o dell’accertamento di una determinata patologia, la fase riabilitativa post-acuta e, infine, il mantenimento delle autonomie funzionali e la prevenzione di eventuali involuzioni».
Davvero d’impatto i numeri collegati alle lesioni cerebro-midollari: i dati epidemiologici attuali per lo Stato Vegetativo riportano un’incidenza di 10-15 casi/100.000 abitanti/anno; i dati di incidenza delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite GCA sono pari a 250-300 casi/100.000 ab/anno; i dati di prevalenza sono variabili fra 300-800 casi/100.000 abitanti; si stima inoltre che, solo per le GCA, ogni anno in Italia circa 14.000 persone siano affette da trauma cranio-encefalico grave con stato di coma.

Il Ministero della Salute valuta che nel nostro Paese siano invece 80 mila le persone colpite da lesione midollare, con un incremento annuale di circa 20/25 nuovi casi per milione di abitanti. Oltre l’80% delle persone colpite da lesione al midollo spinale ha un’età media che va dai 10 anni ai 40 anni. Il 65% delle lesioni midollari è di origine traumatica (di cui incidenti d’auto il 36 %, cadute il 22% e incidenti in moto il 12%). Oltre a quelle derivanti da un trauma, il restante 35% è invece di origine neoplastica, vascolare, infiammatoria o degenerativa.
L’iscrizione al convegno è gratuita ma obbligatoria e prevede la partecipazione alle sessioni scientifiche e il rilascio di un attestato. All’evento sono inoltre stati assegnati 6 crediti formativi dalla Commissione Nazionale per l’Educazione Continua in Medicina per Medici Specialisti in Geriatria, Medicina Fisica e Riabilitazione, Neurologia, Neurochirurgia, Ortopedia e Traumatologia, Radiodiagnostica e per Fisioterapisti ed Infermieri.

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